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Assicurazione o tassa per lavoratrici senza stipendio?

E’ oramai da qualche anno che l’INPS nel mese di gennaio, rammenta a tutte le persone di età compresa tra i 18 e 65 anni che svolgono lavori in casa, l’obbligo di assicurarsi contro gli infortuni in ambito domestico:

La famosa assicurazione per le casalinghe.

E’ vero, si tratta di una piccola somma!

Ma ti sei mai chiesta questa specie di assicurazione quali rischi effettivamente copre?

Ebbene, devi sapere che hai diritto al risarcimento da parte dell’INPS solo se l’incidente domestico ti procura un’invalidità permanente uguale o superiore al 27%.

Tradotto in termini pratici, vuole dire che se ti bruci col ferro da stiro, se ti rompi un piede cadendo dalla scala mentre lavi i vetri, se scivoli sul pavimento bagnato e ti rompi un braccio, non ti rimborsano un bel niente!

Non solo!

Per avere diritto all’indennità, devi dimostrare di esserti fatta male con un lavoro strettamente domestico e che hai regolarmente pagato ogni anno l’assicurazione per le casalinghe.

Sarà poi l’INAIL che, con una commissione formata da medici propri, stabilirà la percentuale d’invalidità.

Inizio a pensare che quest’assicurazione, che vogliono farci credere essere una forma di tutela nei confronti di chi si spacca la schiena coi lavori domestici, in realtà sia solo un altro prelievo autorizzato dalle tasche del povero Pantalone!

E poi pensa a quanto sono stati generosi!

Hanno esteso l’assicurazione anche a uomini, studenti e pensionati che abitualmente svolgono del lavoro domestico.

Quando si dice “Non si sa più che pesci pigliare”.

Una nota curiosa: dopo i 65 anni non serve più assicurarsi.

Ma come?

Proprio quando i rischi di farsi male aumentano, l’assicurazione sugli infortuni domestici non serve più?

Forse, è per tutto questo insieme di cose che le sottoscrizioni sono andate sempre più via via calando!

E pensare che la casalinga è la persona che si occupa a tempo pieno di pulire, organizzare e amministrare casa e famiglia 24 ore al giorno per 365 giorni l’anno, senza ferie o malattia, con ritmi di lavoro che non sempre prevedono la possibilità di staccare e riposarsi in base alle proprie di esigenze perché la casalinga “E’ sempre in pista”.

Malgrado questo sia uno dei lavori più necessari e impegnativi che esistano, la nostra cultura tiene in scarsa considerazione questa figura e non ne riconosce il valore sociale.

La casalinga purtroppo è una figura professionale invisibile!

E allora mi chiedo, ma davvero quest’assicurazione tutela chi svolge i lavori domestici?

Direi proprio che questa, è una tassa per chi lavora senza stipendio!

E tu che ne pensi?

Hai voglia di scrivermelo?